LISTA DIVINITÁ
postare sulla mappa nella categoria divinitá il nome prescelto.
(controllare che non sia stato giá selazionato)
inviare email per iscrizione al corso a mobilisabbie@gmail.com
con nome, cognome e identitá marina.
a lunedí
ATARGATIS
In Aramaico era una divinità siriaca, la grande signora delle terre della Siria del Nord. E’ spesso popolarmente conosciuta come dea-sirena, per l’aspetto del suo corpo, che ha forma di pesce. All’epoca antica la divinità era assimilata a quella di Afrodite, la dea dell’amore. Era raffigurata con sembianze di donne e pesce, secondo la concezione tipica della sirena.
GRANNO
Nella mitologia celtica Granno era il dio della salute e delle sorgenti curative.
LER o LIR
E’ un dio del mare nella mitologia irlandese. Il suo nome fa ipotizzare fosse la personificazione del mare, piuttosto che una divinità a parte.
NAMMU
Nella mitologia sumera, Nammu è la dea sumera della creazione. Se il mito della creazione babilonese Enûma Elish è basato su un mito sumero, come sembrerebbe essere, Nammu/Namma è la dea sumera del mare primordiale che diede vita al paradiso e alla terra e ai primi dei. Lei era probabilmente la prima personificazione della costellazione che più tardi i Babilonesi avrebbero chiamato Tiamat (per i Greci Cetus) e che era opposta ad Apsû, la fresca acqua dell'oceano che iSumeri credevano giacere sotto la terra, l'acqua che era fonte della vita e fertilità in una regione in cui non vi erano che scarse piogge.
PINCOYA
E’ uno spirito marino femminile presente nelle tradizioni dell'isola di Chiloé in Cile. Pincoya ha lunghi capelli biondi, è di incomparabile bellezza, è allegra e sensuale, e viene vista spesso emergere dalle profondità del mare. Personifica la fertilità delle specie marine.
Pincoya è la figlia di Millalobo (re del mare nella mitologia cilena). Ha una sorella, la Sirena chilota ed un fratello, Pincoy. I tre fratelli fungono da guida per gli spiriti dei marinai annegati su una grande nave fantasma, la Caleuche. Il mito vuole che, una volta a bordo, i morti possano riprendere a vivere come se lo fossero davvero.
RODON
Nella mitologia illirica era il dio del mare, si può considerarlo l'equivalente di Poseidone (Grecia), Nettuns (Etruschi) eNettuno (romani).
Nell'Albania di oggi si trova, vicino a Durazzo, il Capo del Rodon (Kepi i Rodonit), così nominato per onorare il Dio del mare, dei terremoti e dei cavalli.
SEDNA
E’ la dea del mare degli Eschimesi, che regola la vita degli animali marini e di conseguenza degli uomini, in quanto pescatori.
Negli abissi diviene spirito potente, dea con testa e tronco del corpo di donna e con la parte inferiore dal corpo a coda di pesce (a volte viene rappresentata con volto di foca o con volto di donna e il resto del corpo a forma di pesce).
Per gli Inuit mare ed abissi sono nettamente distinguibili, per via della banchisa o di una superficie in tempesta, nonché dalla impossibilità a scendere in profondità. Per questi la superficie dell'esperienza è sufficiente per valutarne il significato e i contenuti profondi. Sedna nel divenire dea ha maturato rancore nei confronti dell'umanità cieca di fronte all'importanza della giovinezza e della vanità e, quando vuole manifestare la sua ira, lo fa con tuoni, fulmini e violenti temporali, in definitiva increspando la superficie del mare. I cacciatori, per questo comportamento, la temono e per ingraziarsela inviano, tramite rituali sciamanici, un loro messaggero, che prima di ogni richiesta deve strigliare e intrecciare i lunghi capelli neri, che Sedna non può curare da sè, avendo perso le dita. Solo quando Sedna è calma, libera i suoi sudditi animali per permettere agli eschimesi di nutrirsi e sostenere le loro famiglie.
I cacciatori, tuttora, quando catturano una foca o un tricheco versano dell'acqua dolce nella bocca del mammifero, in segno di ringraziamento nei confronti di Sedna. Questo rito risale ai tabù che gli eschimesi hanno per non irritare Sedna, la quale si offende se gli uomini commettono omicidi o trasgressioni sessuali. Sedna chiede anche di non cacciare e mangiare mai insieme carne e pesce.
Tra gli eschimesi Sedna è conosciuta come "quella lontana e in basso", oppure come donna delle profondità o colei che non vuole marito.
SIMOENTA
E’ una divinità fluviale, legata all’omonimo fiume che scorreva nella Troade. La tradizione lo vuole figlio di Oceano e Teti. Diede alla luce i figli Astioco e Ieromene.
TALASSA
E’ una divinità marina primordiale, figlia di Etere ed Emera. Rappresenta la personificazione del Mar Mediterraneo. Dall'unione con Ponto partorì i nove Telchini, la ninfa Alia e i pesci del mare. Fu anche madre di Egeo, personificazione del Mar Egeo.
Secondo altre fonti, fu madre di Afrodite, fecondata da Urano, allorché, castrato da Crono, i suoi genitali caddero nel mare.
ALIACAMONE
E’ figlio di Oceano e Teti. E’ una divinità minore fluviale, dell’eponimo fiume Aliacmone, nella Macedonia. In altre tradizioni mitologiche egli era figlio di Palestino e nipote di Poseidone.
AHTI
Dio delle correnti, dei laghi e del mare
ALFEO
Dio del fiume
E’ nella mitologia greca uno dei numerosi figli del dio Oceano, personificazione del più grande fiume del Peloponneso, che scorre nei pressi della città di Olimpia in Grecia.
NEREO
E’ una primitiva divinità marina della mitologia greca, figlio di Ponto e di Gea.
Viene raffigurato come un vecchio saggio che prediceva accadimenti, giusto e benevolo, chiamato da Omero «vegliardo del mare». Nereo abita in fondo al Mar Egeo ed ha la facoltà di assumere forme diverse in acqua, in particolare quella diserpente, acqua e fuoco, e di predire il futuro, caratteristiche tipiche di molte divinità marine. Fu lui a predire a Paridetutti i mali che sarebbero derivati dal rapimento di Elena di Troia. Eracle riuscì ad avere da lui le informazioni necessarie per raggiungere il Giardino delle Esperidi per raccogliervi i pomi d'oro.
Fu il marito dell'oceanina Doride, dalla quale ebbe le Nereidi, tra cui, Alice, e Teti madre di Achille, con le quali dimorava in una grotta nelle profondità marine. Ebbe forse anche un figlio, Nerito.
APSARAS
Dee rappresentate come ninfe delle acque, danzatrici o musicanti, compagne dei Gandharva, nate dal mare frullato.
YEMAYA
E’ la dea madre per eccellenza della tradizione afro-caraibica.
Yemaya è colei che crea, è madre della vita, e governa le acque degli oceani, dei mari e dei fiumi che conducono al mare. E poiché si ritiene che la sua vita abbia avuto inizio nel mare, si crede anche che tutta la vita abbia inizio con Yemaya.
Il suo nome è la contrazione di Yey Omo Eja, che significa “madre i cui figli sono i pesci”.
Venerata nell’Africa occidentale dagli Yoruba come Ymoja, è principalmente madre del fiume Ogùn e si dice che ogni volta che lei si gira nel sonno, dia origine a una nuova sorgente, che poi si tramuta in fiume ovunque lei cammini.
WATATSUMI
E’ una divinità giapponese, signore del mare e delle creature acquatiche.
GLAUCO
E’ una figura della mitologia greca, figlio di Poseidone e di una Naiade.
Secondo la leggenda, nacque umano, praticò l'attività di pescatore in Beozia, la sua immortalità e la sua natura di divinità marina derivarono da un'erba magica. Un giorno posò il pescato su di un prato in cui mai nessuno aveva messo piede. I pesci, mangiando l'erba, riprendevano vita e si rigettavano in acqua. Incuriosito assaggiò quell'erba e subito il suo corpo mutò sembianze, assumendo una forma di coda di pesce nella parte inferiore.
Si ricordano i suoi amori, da quello per Scilla fino al tentativo di circuire Arianna.
Glauco cercò di sedurre Scilla senza successo, impedito da Circe che lo coprì di ridicolo.
PROTEO
E’ una divinità marina e profeta della religione greca, figlio di Oceano e Teti, capace di cambiare forma in ogni momento.
Il suo nome allude al "primo nato" e il personaggio è associato ad altri due "vecchi del mare", Nereo e Forco.
Secondo Omero, Proteo risiedeva abitualmente nell'isola di Faro, prossima all'Egitto, a circa un giorno di distanza dal fiume Nilo. Nell'Odissea si racconta che Proteo soleva uscire dal mare a mezzogiorno per sdraiarsi a riposare all'ombra delle rocce, circondato dal gregge di foche di Poseidone al quale accudiva. Chi anelava sapere dal dio la propria ventura, ricorrendo alle sue facoltà di veggente sincero e veritiero, doveva accostarglisi a quell'ora e coglierlo nel sonno, utilizzando anche la forza bruta per trattenerlo, poiché egli era in grado di trasformarsi per tentare di sfuggire al compito talvolta ingrato di vaticinare. Tuttavia, una volta tornato, magari anche per coercizione, alle sue fattezze naturali di vecchio, rispondeva con schiettezza a ogni quesito che gli veniva posto.
NEREIDI
Erano delle figure della mitologia greca, ninfe marine, figlie di Nereo e della Oceanina Doride.
Erano considerate creature immortali e di natura benevola. Facevano parte del corteo del dio del mare Poseidoneinsieme ai Tritoni e venivano rappresentate come fanciulle con i capelli ornati di perle, a cavallo di delfini o cavalli marini.
Le Nereidi più note sono Anfitrite, sposa di Poseidone, Galatea, amata dal pastore Aci e dal ciclope Polifemo e Teti, madre dell'eroe Achille.
MAMA COCHA
Nella mitologia inca Mama Cocha ("madre delle acque") era la dea del mare e della pesca, protettrice dei navigatori e dei pescatori. Era la moglie del supremo dio Viracocha.
Le veniva reso omaggio per calmare le acque in tempesta e per ottenere una buona pesca. Spesso veniva identificata con la stessa acqua piovana che scendeva per fertilizzare la terra.
APU LLAPU
Nella mitologia inca Apu Llapu era il dispensatore della pioggia e dio del tuono. Era un dio molto importante e venerato dalla gente, dato che la pioggia era fondamentale per la vita.
Gli Inca credevano che Apu Llapu prendesse l’acqua dalla pioggia delle Via lattea e la portasse fino a loro, per far piovere a volontà.
I templi di Apu Llapu solitamente erano situati in luoghi molto elevati. Quando le persone invocavano la pioggia si arrampicavano fino al tempio e celebravano un sacrificio. In periodi di grande siccità gli venivano offerti sacrifici umani.
Si riteneva inoltre che Apu Lllapu agisse in accordo con Apocatequil, il dio inca della luce e dei lampi.
APU HAU
E’ il dio Hawaiano delle tempeste e degli uragani, nella mitologia Polinesiana molte divinità sono legate ai fenomeni atmosferici come il vento e la pioggia.
Il nome apu hau vuol dire: urlo feroce.
AREMATA RORUA
E’ la grande onda. Uno dei due demoni dell’oceano temuti dai navigator Polinesiani poiché ogni volt anche andavano in mare erano consapevoli di essere alla mercè della loro immense Potenza.
ATANEA
E’ considerata in alcune isole del sud pacifico la dea dell’aurora.
Si dice che creò i mari durante un aborto, riempendo gli avvallamenti terrestri con il suo liquido amniotico.
ATONGA
E’ un eroe della mitologia delle isole Samoa, mezzo uomo e mezzo spirito, l'inventore del metodo di costruzione delle canoe e delle canzoni adatte a remare.
una notte costruì una canoa miracolosa. la mattina seguente radunò gli uccelli che vivevano nel paradiso e li portò con la canoa nella spiaggia dell'isola di upolu dove il capovillaggio alutanga nuku lo stava aspettando impazientemente.
atonga, inoltre, insegnò agli uccelli il canto che egli voleva che intonassero.
TANGAROA
E’ il dio del mare che separò il cielo dalla terra, uno dei figli della dea della terra: papa che avendo, un giorno, il ventre gonfio d'acqua, scoppiò facendo fuoriuscire gli oceani.
Viene rappresentato come un enorme pesce generatore di tutte le creature marine comprese le mitiche sirene ed i tritoni. In alcuni miti si dice che generò anche l'uomo che all'inizio viveva in acqua e questo si poteva evincere dalla scarsità di peli e capelli rispetto altri animali terrestri.
Regolarmente si trasforma in una lucertola verde portando la bella stagione.
Necessita solo di un respiro al giorno causando l'alternarsi delle maree.
Tangaroa, fratello di rongo, è considerato (come anche maui, il pescatore di isole) l'inventore delle barche a vela.
TAPAIRU
Letteralmente " senza uguali". il nome dello "scorrere della vita" delle ninfe Polinesiane che nelle notti illuminate dalla luna escono fuori dagli specchi d'acqua per riunirsi a danzare (vedi anche tau titi ).
infatti tapairu vuol dire anche: abitare nei laghetti che portano agli inferi.
la dea della morte miru manda queste ninfe per distogliere gli uomini e portali via sottoterra.
TARA
La Polinesiana dea del mare descritta come una bellissima donna dai lunghi capelli, tanto bella da "inebetire" gli uomini che la guardano.
TONIWHA
Uno spirito protettore della Nuova Zelanda che vive usualmente nei fiumi, ruscelli e laghetti. Considerato un benigno spirito ancestrale, mantiene fresche le acque.
TUNA
E' il dio anguilla Polinesiano. fu condannato a morte per aver assalito la dea Sina. come ultima volontà chiese di essere decapitato e sotterrato nella sabbia e fu accontentato. In quel punto, dopo un pò di tempo, spuntò la prima palma da cocco.
UA
E' il dio Maori della pioggia, padre di hau marangi, dio delle foschie e delle nebbie.
ua ha molti nomi: ua roa ("lunga pioggia"), uanui ("pioggia pesante"), uawhatu ("grido di saluto"), and ua nganga ("acquazzone").
Ua roa fu uno degli dei che causò il diluvio sulla terra durante la guerra tra i figli di rangi. La dea terra papa fu interamente sommersa dalle acque anche a causa dell'uragano scatenato da tawhiri mahuta. Dopo il cataclisma gradatamente emerse dal mare in tutta la sua bellezza formando le attuali isole della Polinesia.
UKUPANIPO
Il dio squalo Hawaiano che controlla e guida i pesci sospingendoli vicino o lontano dalla costa, decidendo le sorti dei pescatori e quindi del cibo delle popolazioni. talvolta adotta un bambino umano in cambio della sua benevolenza.
